| Anno 1009 |
Le prime testimonianze scritte relative a Finale Emilia si trovano all’interno di un documento nonantolano del 1009 in cui si tratta di una permuta fatta dal Vescovo di Modena Varino e dall’Abate Rodolfo di Nonantola di metà del Castello di Finale. Col nome “Castello” ci si riferisce a un agglomerato da case circondato da canali, solcato dal fiume Panaro. Anche il nome “Finalis” deriva dal fatto di essere terra di confine fra le diocesi di Modena e Nonantola.
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| Anno 1402 |
Viene costruito il Castello su disegno di Bartolino da Novara, autore dei castelli di Ferrara, Mantova, San Felice, su commissione del marchese Nicolò III d’Este.
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Anni 1425/1430
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La struttura del castello viene rimaneggiata da Giovanni da Siena e assume la forma che possiamo vedere con quattro torrioni ai lati e uno centrale. Il cortile viene ornato con un triplice logiato.
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Anni 1470/1471
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Un finalese, definito “gran brigante” dal Frassoni, incendia un mulino dei Pepoli, poi congiura contro il Duca Ercole I d’Este a favore di un altro Estense, ma viene scoperto, e ciò provoca una spedizione punitiva contro Finale, la sua cattura e condanna a morte. Il suo corpo viene squartato a Ferrara e una parte viene esposta a Finale a lugubre monito contro altri tentativi di cospirazioni.
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| Anno 1500 |
Nel‘500 continua il domino Estense. Il poeta Scipione Balbi che nasce a Finale alla fine del ‘400 e sarà l’unico poeta finalese che verrà ricordato dalle storie letterarie a livello nazionale (muore nel 1567). Alla fine del quattrocento, vari lavori vengono progettati per difendere il castello dalle acque piovane e dal fiume; nel 1490 il capitano della Rocca scrive al Duca sollecitando lavori di restauro: "La rocha sta malissimo, quasi tuta strapiove cum grande danno et pericolo de dicta Rocha".
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| Anno 1510 |
In seguito alla Lega di Cambrai il duca d'Urbino, nipote del papa Giulio II (il francescano Giuliano della Rovere, 1443 Albissola -1513 Roma), invade Modena ed occupa Finale il 23 agosto del 1510. Giulio II vuole cacciare i Francesi dall'Italia. Gli Estensi, alleati del re di Francia, perdono il loro dominio su Modena e su Finale. Il 23 gennaio del 1511 lo stesso papa Giulio II si mette alla testa dell'esercito per andare ad assediare la Mirandola e per una notte fa sosta a Finale.
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| Anno 1512 |
Senza incontrare resistenza, passa da Finale l’esercito francese e viene ricordata la morte del giovane comandante Gastone di Foix.
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| Anno 1513 |
Modena e Finale sono sotto l'Impero.
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| Anno 1515 |
Il nuovo papa Leone X (Giovanni dei Medici, 1475 Firenze -1521 Roma) compera Modena dall’imperatore Massimiliano per 40.000 ducati e a Finale giunge Giuliano dei Medici.
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| Anno 1519 |
Governatore di Modena è nominato lo storico Francesco Guicciardini.
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| Anno 1521 |
Finale ritorna sotto il dominio Estense e vi resterà fino all’unità d’Italia (1859) con solo il breve intermezzo del periodo napoleonico (1796-1814).
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| Anno 1525 |
Nel 1525 l'imperatore Carlo V sconfigge il re di Francia Francesco I a Pavia e, per punire il duca, alleato dei Francesi, spedisce a Finale truppe spagnole. Dice una lapide del nostro castello: "Carlo Connestabile di Borbone / Alfonso d‘Este con altri capitani / per Carlo V segretamente accordaronsi nel castello di Finale sulle cose della guerra che finì colla presa di Roma / Maggio 1527".
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| Anno 1528 |
Il Frassoni registra a Finale due visite importanti non legate a fatti di guerra: "Giunse in autunno la novella sposa di Ercole principe primogenito, Renea secondogenita del re di Francia Lodovico II. Il grandioso incontro di magnifiche navi qui seguito; l'accompagnamento di sceltissima gioventù finalese e ferrarese in abiti vaghi ed uniformi; e la pompa del cardinale Ippolito II…"; mentre Scipione Balbi riferisce: "Sfarzoso in novembre fu il passaggio della Marchesa di Mantova (Isabella, sorella di Alfonso) col seguito di molte nobiltà, e di 300 alabardieri".
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| Anno 1533 |
Probabilmente in questi anni il castello viene restaurato. Nel 1535 le mura di Finale vengono abbatture e il paese si allarga. Vengono poi progettate le nuove mura più ambie e robuste che non vennero mai realizzate.
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