Finalis: gli Estensi e il castello
 
 
Le vicende di Finale, del suo Castello, simbolo della città e roccaforte degli Estensi che l'hanno costruito, sono sempre state fortemente legate.
 
 
Sintesi degli avvenimenti principali che hanno toccato la città di Finale fino alla fine del XVI° sec.
 
Il castello delle Rocche di Finale Emilia
(Foto Fotocentro)
 
Il cortile interno del castello
(Foto Fotocentro)
 
Pianta del castello di Finale Emilia con evidenziate le tre fasi strutturali principali
fino agli inizi del XV secolo
(dis. Valerio Brunetti)
 
Affreschi del castello
 
Finale Emilia. Proprietà privata.
Piero Gigli ha pensato di intitolare il dipinto
Renata di Francia e lo sposo Ercole II
d'Este a Finale nel 1528.
 
Libri consultati:
 
Finale Emilia Popolo e castello
Atti del convegno di studio
24 aprile - 18/19 settembre 1982
Modena - Ades Muratoriana (1985)
 
 
Ricerche archeologiche nel Castello delle Rocche di Finale Emilia
Sauro Gelicchi
Editoria Baraldini - Massa Finalese (1987)
 
 
Finale Emilia
Mille anni di storia
Ettore Rovatti
Artioli Editore - Modena
 
 
Memorie del Finale di Lombardia
Cesare Frassoni
Forni Editore - 1974
 
Anno 1009
 
Le prime testimonianze scritte relative a Finale Emilia si trovano all’interno di un documento nonantolano del 1009 in cui si tratta di una permuta fatta dal Vescovo di Modena Varino e dall’Abate Rodolfo di Nonantola di metà del Castello di Finale. Col nome “Castello” ci si riferisce a un agglomerato da case circondato da canali, solcato dal fiume Panaro. Anche il nome “Finalis” deriva dal fatto di essere terra di confine fra le diocesi di Modena e Nonantola.
 
Anno 1402
 

Viene costruito il Castello su disegno di Bartolino da Novara, autore dei castelli di Ferrara, Mantova, San Felice, su commissione del marchese Nicolò III d’Este.

 
Anni 1425/1430
 

La struttura del castello viene rimaneggiata da Giovanni da Siena e assume la forma che possiamo vedere con quattro torrioni ai lati e uno centrale. Il cortile viene ornato con un triplice logiato.

 
Anni 1470/1471
 

Un finalese, definito “gran brigante” dal Frassoni, incendia un mulino dei Pepoli, poi congiura contro il Duca Ercole I d’Este a favore di un altro Estense, ma viene scoperto, e ciò provoca una spedizione punitiva contro Finale, la sua cattura e condanna a morte. Il suo corpo viene squartato a Ferrara e una parte viene esposta a Finale a lugubre monito contro altri tentativi di cospirazioni.

 
Anno 1500
 

Nel‘500 continua il domino Estense. Il poeta Scipione Balbi che nasce a Finale alla fine del ‘400 e sarà l’unico poeta finalese che verrà ricordato dalle storie letterarie a livello nazionale (muore nel 1567). Alla fine del quattrocento, vari lavori vengono progettati per difendere il castello dalle acque piovane e dal fiume; nel 1490 il capitano della Rocca scrive al Duca sollecitando lavori di restauro: "La rocha sta malissimo, quasi tuta strapiove cum grande danno et pericolo de dicta Rocha".

 
Anno 1510
 

In seguito alla Lega di Cambrai il duca d'Urbino, nipote del papa Giulio II (il francescano Giuliano della Rovere, 1443 Albissola -1513 Roma), invade Modena ed occupa Finale il 23 agosto del 1510. Giulio II vuole cacciare i Francesi dall'Italia. Gli Estensi, alleati del re di Francia, perdono il loro dominio su Modena e su Finale. Il 23 gennaio del 1511 lo stesso papa Giulio II si mette alla testa dell'esercito per andare ad assediare la Mirandola e per una notte fa sosta a Finale.

 
Anno 1512
 

Senza incontrare resistenza, passa da Finale l’esercito francese e viene ricordata la morte del giovane comandante Gastone di Foix.

 
Anno 1513
 

Modena e Finale sono sotto l'Impero.

 
Anno 1515
 

Il nuovo papa Leone X (Giovanni dei Medici, 1475 Firenze -1521 Roma) compera Modena dall’imperatore Massimiliano per 40.000 ducati e a Finale giunge Giuliano dei Medici.

 
Anno 1519 Governatore di Modena è nominato lo storico Francesco Guicciardini.
 
Anno 1521
 

Finale ritorna sotto il dominio Estense e vi resterà fino all’unità d’Italia (1859) con solo il breve intermezzo del periodo napoleonico (1796-1814).

 
Anno 1525
 

Nel 1525 l'imperatore Carlo V sconfigge il re di Francia Francesco I a Pavia e, per punire il duca, alleato dei Francesi, spedisce a Finale truppe spagnole. Dice una lapide del nostro castello: "Carlo Connestabile di Borbone / Alfonso d‘Este con altri capitani / per Carlo V segretamente accordaronsi nel castello di Finale sulle cose della guerra che finì colla presa di Roma / Maggio 1527".

 
Anno 1528
 

Il Frassoni registra a Finale due visite importanti non legate a fatti di guerra: "Giunse in autunno la novella sposa di Ercole principe primogenito, Renea secondogenita del re di Francia Lodovico II. Il grandioso incontro di magnifiche navi qui seguito; l'accompagnamento di sceltissima gioventù finalese e ferrarese in abiti vaghi ed uniformi; e la pompa del cardinale Ippolito II…"; mentre Scipione Balbi riferisce: "Sfarzoso in novembre fu il passaggio della Marchesa di Mantova (Isabella, sorella di Alfonso) col seguito di molte nobiltà, e di 300 alabardieri".

 
Anno 1533
 

Probabilmente in questi anni il castello viene restaurato. Nel 1535 le mura di Finale vengono abbatture e il paese si allarga. Vengono poi progettate le nuove mura più ambie e robuste che non vennero mai realizzate.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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